Viaggio tra i paesaggi minerari

Il Museo di Arte e Giacimenti Minerari della Sapienza Università di Roma e Save Industrial Heritage, col patrocinio dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Spagna a Roma, organizzano presso il Museo dell’Arte Classica la mostra fotografica “Wasteland – Viaggio tra i paesaggi minerari”, che inaugurerà sabato 27 maggio alle ore 19:00 in occasione di due importanti eventi:

  • Sabato al Museo, Il Maggio Museale della Sapienza: l’apertura straordinaria dei musei del Polo Museale della Sapienza nei quattro sabati del mese. Quest’anno a ogni giorno è dedicato un elemento diverso, il 27 sarà il giorno della terra. Alle 17:30, presso l’Odeion del Museo dell’Arte Classica, il Museo di Arte e Giacimenti Minerari organizza l’evento dal titolo Le miniere tra passato, presente e futuro.
    In tale occasione interverrà il giornalista RAI Osvaldo Bevilacqua, ideatore e conduttore del programma televisivo “Sereno Variabile“. Saranno proiettati alcuni filmati di siti minerari tra i più importanti in Italia e in Europa, contenenti affascinanti immagini d’epoca.
    Seguirà un intervento della Prof.ssa Silvia Serranti, Direttore del Museo di Arte e Giacimenti Minerari, dal titolo “Urban mining: la città miniera del futuro”, in cui si illustrerà come il recupero delle materie prime, quali i metalli rari e preziosi, dagli scarti prodotti nelle aree urbane, rappresenti l’alternativa sostenibile allo sfruttamento delle risorse non rinnovabili.
    Durante l’evento si svolgeranno un intermezzo teatrale a cura di Theatron dal titolo “Efesto e i metalli” e una Performance di lettura e interpretazione di frammenti di testi estratti dalla letteratura mineraria a cura di Azzurra Lochi e Anonima Sette.

  • IX Giornata Nazionale delle Miniere: evento organizzato da AIPAI (Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale) e ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per la promozione della cultura mineraria e del turismo geologico.

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L’idea
Wasteland nasce da un’idea della Prof.ssa Silvia Serranti, direttrice del Museo di Arte e Giacimenti Minerari, per evidenziare il valore culturale ed estetico del ricco patrimonio archeologico minerario.
L’industria mineraria è ancora oggi alla base del sistema produttivo mondiale. Da essa si ricavano le materie prime per produrre energia e gli oggetti della vita quotidiana. Oggi in Europa gran parte dei siti estrattivi sono stati chiusi, ciononostante i territori minerari rimangono tali da un punto di vista storico, paesaggistico e quindi culturale. Recentemente le miniere sono tornate a essere una risorsa, col recupero di edifici, macchinari e gallerie.
Il Museo dell’Arte Classica, con la sua grande collezione di riproduzioni in gesso dei capolavori della scultura greca e romana, fornisce uno sfondo spettacolare ma allo stesso tempo capace di un contrasto affascinante tra archeologia classica e industriale.

Il fotografo
Jacopo Ibello è consulente in materia di patrimonio industriale e presidente di Save Industrial Heritage. L’archeologia industriale lo porta a compiere numerosi viaggi, in cui sviluppa la passione per la fotografia come mezzo prediletto per raccogliere testimonianze veridiche sulla condizione odierna di tali luoghi. Nell’approccio documentaristico che lo contraddistingue, pone una particolare attenzione agli effetti cromatici, innescati dai processi chimici presenti nelle terre contaminate a confronto con la natura circostante.Il percorso
Il percorso espositivo di Wasteland, curato da Isabèl Gollin, è organizzato in tre tematiche: acqua, forza, scarti. Nella serie Acqua le foto mostrano il rapporto tra le miniere e questo elemento: una relazione particolare, perché l’acqua è il grande nemico delle attività estrattive, che per andare sempre in più in profondità devono trovare un modo per non essere allagate, ma una volta che le miniere vengono abbandonate l’acqua riprende possesso dei suoi spazi (quest’ultimo aspetto viene evidenziato nel percorso fotografico). Ma l’acqua è stata anche la via di comunicazione per il trasporto del minerale, con costruzioni spettacolari e tecnologicamente ardite che hanno segnato le coste di regioni come la Sardegna e l’Andalusia.
La serie Forza mostra le tracce del lavoro, quindi macchinari, architetture monumentali abbandonate e gallerie sotterranee, che oggi sono parte di musei o mete di un turismo chiamato “esplorazione urbana” che risalta il fascino delle aree abbandonate. La forza è quella del duro lavoro dei minatori ma anche dell’ingegno dei tecnici capaci di progettare macchine e strutture in grado di portare avanti in maniera efficiente la complicata attività estrattiva.
L’ultima sezione Scarti racconta cosa viene lasciato nel territorio durante e dopo la vita della miniera. Paesaggi devastati e montagne di rifiuti di lavorazione, che rendono la rigenerazione dei territori quasi impossibile ma possiedono grazie alle forme uniche e i colori intensi un grande fascino, tanto da diventare un elemento identitario per le comunità locali. Oltre a questi temi, c’è una sezione Urban con una proiezione video con foto di città minerarie: comunità nate, cresciute (e a volte morte) con le miniere. Si tratta di città di grande tradizione storica e villaggi invece costruiti apposta per l’industria mineraria in luoghi isolati da tutto, accomunati dalla stessa vocazione e identità operaia. In questi insediamenti sono presenti patrimoni architettonici di tutte le epoche che l’installazione mette in risalto, portando all’attenzione dei visitatori città e paesi spesso dimenticati. La colonna sonora del video, “Aintru e s’inferru”, creata da Gabriele Vargiu e Alessio Zara, è un mix di suoni e rumori della miniera.

Il 13 luglio 2017, nell’ambito del Porte Aperte alla Sapienza, è previsto come evento di chiusura di Wasteland un incontro con l’autore Jacopo Ibello e la curatrice Isabèl Gollin. Per l’occasione sarà presentata un’installazione curata dal videomaker Simone Bellanca e dall’attrice Azzurra Lochi, in cui le foto della mostra dialogano con filmati d’epoca e testi di letteratura mineraria.
Contemporaneamente l’artista Alessandro Calizza accompagna i visitatori alla scoperta della sua mostra Atene Brucia, curata da Maria Arcidiacono e focalizzata su temi di denuncia.
L’utilizzo del repertorio iconografico del mondo classico, in sintonia con i gessi del museo, subisce molteplici trasformazioni determinandone nuovi significati.
L’evento è organizzato presso il Museo dell’Arte Classica della Sapienza dalle 11:30 alle 17.

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Informazioni:

Wasteland è visitabile durante il normale orario di apertura del Museo dell’Arte Classica: Lun – Ven 10-19. Ingresso gratuito

Museo dell’Arte Classica:
email: mac@uniroma.it
tel: 06 4991 3960
indirizzo: Palazzina di Lettere e Filosofia della Sapienza Università di Roma, Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma

Save Industrial Heritage:
e-mail: saveindustrialheritage@gmail.com
tel.: 377 452 93 23

Museo di Arte e Giacimenti Minerari:
e-mail: museoartegiacimenti@uniroma1.it
tel.: 0773 476526