Heritage Telling, Creative Factory, Temporary Use, Business Model

L’AIPAI (Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale) insieme all’Ordine degli Architetti e Ingegneri di Biella, il DocBi – Centro Studi Biellesi, il Centro Interdipartimentale di innovazione ICxT dell’Università degli Studi di Torino, il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino e l’Università degli Studi di Padova presentano Strategie di rigenerazione del patrimonio industriale. Heritage telling, creative factory, temporary use, business model, convegno nazionale che si terrà a Biella il 30 e 31 marzo 2017, nell’eccezionale cornice dell’ex Lanificio Maurizio Sella e dell’ex Lanificio Trombetta oggi Cittadellarte: due giorni di interventi, visite e dibattiti dedicati interamente al tema della rigenerazione del patrimonio industriale alla luce di esperienze nazionali ed internazionali raccontate e discusse da una variegata platea di esperti del settore ed operatori pubblici e privati.

L’evento fa seguito al convegno Patrimonio e paesaggio industriale dalla tutela allo sviluppo. Prospettive e modelli per itinerari di conoscenza, conservazione riuso e valorizzazione, tenutosi il 30 maggio del 2014 a Pray Biellese. L’iniziativa si proponeva di fare un punto sul tema del rinnovamento delle aree a forte connotazione industriale, in cui la deindustrializzazione ha determinato una profonda metamorfosi.
Il tema veniva trattato confrontando lo straordinario patrimonio industriale biellese e altre realtà italiane ed estere, per stimolare un dibattito multidisciplinare sui percorsi di rigenerazione e sui possibili modelli di sostenibilità economica, promuovendo, successivamente, scambi e collaborazioni fra i soggetti promotori e il territorio.
Muovendo dalle riflessioni emerse dal convegno del 2014 e dall’osservazione dei fenomeni in atto sullo scenario nazionale ed internazionale, sono state individuate quattro chiavi di interpretazione della rigenerazione del patrimonio industriale:

Heritage telling – Il legame fra la storia dell’impresa e il territorio è molto stretto, sia dal punto di vista sociale, urbanistico e formativo, basti pensare come le Università Italiane spesso siano state un bacino di reclutamento per le aziende.
In anni recenti sono sorti, anche con virtuose collaborazioni fra pubblico e privato, centri di valorizzazione culturale e turistica industriale che hanno dato vita ai musei d’impresa, divenuti ben presto strumento aziendale e parte di network allargati con una fruibilità pubblica. L’integrazione fra nuove tecnologie narrative – web 2.0, social media, app – e l’archivio/museo è reso possibile grazie alla rete. Social network e nuovi medium comunicativi hanno un costante bisogno di contenuti nuovi, che possono provenire sia dall’attività aziendale che dagli archivi, veri e propri scrigni di storie straordinarie. Un archivio o un museo d’impresa non sono un’operazione di puro mecenatismo o beneficenza, ma possono diventare uno straordinario strumento di valorizzazione per l’azienda in termini di marketing e comunicazione.

Creative factory – La città muta dal punto di vista fisico, economico, sociale; si dissolvono i confini, cambia il modo di produrre e ciò che si produce e di conseguenza anche i luoghi dove la produzione avviene. Le grandi fabbriche vengono dismesse e quei vuoti diventano progressivamente luoghi per la produzione di conoscenza, servizi, tempo libero, residenza; aumentano e si diversificano le popolazioni, gli attori, le interazioni. Anche l’arte muta e si evolve verso un uso partecipato ed emozionale che spinge l’artista e l’arte sempre più ad uscire dalle gallerie per arrivare nelle piazze, nei giardini, nelle fabbriche dismesse, nei luoghi pubblici, per intervenire nel dibattito sulla città, per lavorare affianco al progettista.

Temporary use – Capire come funziona il temporary use, l’uso temporaneo degli spazi inutilizzati come opportunità di gestione non solo alla scala architettonica, bensì economica e legislativa, individuando le migliori strategie per l’attuazione con il supporto di esempi nazionali e internazionali. L’analisi degli usi temporanei vuole dimostrare che le aree residuali possono diventare laboratori per nuove attività, individuando metodi che introducano il temporaneo nella gestione e nella progettazione urbana.

Business model – La sfida per l’economia del territorio è legata alla capacità di integrare la tradizione con l’innovazione, la prima come linfa per la seconda e non una semplice coabitazione forzata o subita. Per far ciò, tutti gli stakeholder devono avere necessità e convenienza nel condividere il percorso coevolutivo. Il patrimonio industriale – nelle sua varie declinazioni, dagli edifici, agli archivi, ai percorsi, può diventare un volano per i soggetti che devono generare e consolidare il proprio business model in prospettiva. Ad esempio creando un percorso dove si possa rivivere la storia imprenditoriale, visitare gli insediamenti storici, raccontando la loro tradizione imprenditoriale ed evidenziando le nuove realtà di successo. La value proposition del turista industriale è legata al racconto del patrimonio industriale e alla condivisione delle nuove realtà imprenditoriali per opportunità di business in termini di partnership industriali, tecnologiche oppure come mercati di acquisizione.Save Industrial Heritage è Web Reporter dell’evento!! Due membri dell’associazione intervistano relatori e partecipanti al convegno sulle prospettive e le buone pratiche della rigenerazione. Seguiteci sulla nostra pagina Facebook per sentire le voci e le opinioni praticamente in diretta!

Informazioni
Per maggiori informazioni contattare info@patrimonioindustriale oppure l’architetto Manuel Ramello (tel. 393-9203751)

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